Fashion History: Louis Vuitton

Oltre a essere un brand leggendario, tra i più famosi e apprezzati al mondo, Louis Vuitton è anche tra i più antichi nomi dell’industria della moda. Lo stilista fonda infatti il suo marchio eponimo nel 1854.

Di umili origini,  Luis Vuitton nasce nel 1821 a Lavans-sur-Valouse, e a soli sedici anni lascia il suo paesino nel sud della Francia per recarsi a Parigi ad apprendere l’arte di Monsieur Marechal, il più famoso fabbricante di bauli  di Parigi.

Lo stilista si dimostra subito abile nella pelletteria e apre un atelier in Rue Neuve des Capucines dove si farà notare per la sua visione ultramoderna. Punta subito sul baule poiché l’aristocrazia dell’epoca preferisce viaggiare in treno e necessita quindi di bauli resistenti e spaziosi, adatti ai lunghi viaggi; ma il suo baule è diverso dagli altri: struttura in pioppo e rivestimento in tela impermeabile. Il suo baule Wardrobe permetteva anche di appendere gli abiti in verticale, per questo l’alta classe parigina rimase subito affascinata dalle sue creazioni, così tanto che iniziarono subito a nascere le prime imitazioni.

Per favorire l’innovazione e migliorare le proprie creazioni, Luis Vuitton trasferisce la produzione ad Asnières, dove ha tuttora sede il suo più importante atelier di pelletteria. Lì disegna la Damier: una tela particolare, a scacchi marroni e beige con il suo marchio. Ancora oggi tra le più apprezzate.

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Nel 1880 la palla passa al figlio George che prende le redini dell’azienda e ne porta la fama ai massimi livelli.
Crea la tela Monogram, ispirata all’oriente e vi pone le iniziali del fondatore, LV, al fianco degli emblematici fiori a quattro petali e quadrifogli. è sempre George a dare vita a nuovi modelli di borse, come la Steamer e la famosissima Speedy, per incontrare gusti ed esigenze di un tipo diverso di viaggiatori.

All’inizio del 900, quando è ormai una delle case di moda più famose al mondo, il testimone passa prima all’erede Gaston-Luis e poi alla nipote Odile che continuano a diffonderne la fama. Nel ’77 la maison si fonde al colosso dei liquori Moët Hennessy, e nasce il gruppo LVMH. Due anni dopo l’uomo d’affari Bernard Arnault, riunisce sotto la stessa insegna due delle maison francesi più famose di sempre: Louis Vuitton e Christian Dior.

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Arnault cerca di espandere la maison dalla pelletteria all’abbigliamento con lo stilista Marc Jacobs, incaricato di creare da zero il pret-à-porter della maison lasciandosi ispirare dai canvas ormai iconici e dalla passione per il viaggio sempre ostentata dal marchio. è proprio con lui che il famoso logo LV finisce sulla tela jeans dando vita al Monogram Denim.
La visione di Marc Jacobs stravolge la prospettiva del brand a seconda dell’ispirazione, ma lo rende anche il più grande di sempre.

Dal 2013 Nicolas Ghesquière inizia la sua avventura con Luis Vuitton con l’idea di ripetere il risultato ottenuto con Balenciaga (creare un hype incredibile intorno al marchio). La creatività di Ghesquière dà vita a nuovi modelli di borse e stravolge anche l’abbigliamento rendendo i capi più semplici da comporre e da portare. è il caso delle chunky sneaker Arclight che fanno spiccare il volo alla maison anche in campo calzaturiero.

Nel frattempo Kim Jones, direttore creativo del menswear, rilancia il brand anche come punto di riferimento per la clientela maschile.